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lunedì, 29 giugno 2009
comeneldeserto blog by wp

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Postato da: walterpani a 23:13 | link | commenti

Una simpatica cosa: LA RISERVA FRAZIONARIA

INFORMIAMOCI RAGAZZI: Il sistema della “riserva frazionaria” è una truffa. Certo si tratta di una truffa legale, come quasi tutte le truffe economiche e monetarie. Vediamo come funziona concretamente: quando depositiamo €100 in una banca commerciale, questa apre un conto corrente (c/c) a nostro nome e si impegna a custodire la nostra banconota (vedi “signoraggio”) nel suo caveau, al sicuro dai ladri¹. Il banchiere a questo punto usa una statistica ormai centenaria che gli dice una cosa molto semplice: solo una parte del deposito appena creato verrà usata (“movimentata”) dal cliente. Quindi il banchiere sa che “quasi sicuramente” la maggior parte dei nostri soldi, dati in sua custodia, saranno immobili nel conto (nella cassaforte) per mesi, per anni. Ricordiamo che il banchiere non è proprietario della nostra moneta, dei nostri soldi, ma ne è solo custode. Ciò nonostante il banchiere considera uno spreco questa immobilità e decide di prestare quanto c’è sul nostro c/c. Oltre alla nostra “comoda disattenzione”² il banchiere ha bisogno del politico corrotto che legalizzi questa truffa con una legge creata appositamente. Si chiama “Misure dell'accantonamento alla riserva obbligatoria” o più semplicemente “riserva frazionaria” ed è smerciata alla pubblica opinione in modo tale che appaia come una forma di tutela per il correntista. Ormai l’arroganza del binomio banchiere-politico è tale che oltre al danno si aggiunge la beffa: palesando questa legge come un limite al potere del banchiere di creare denaro da prestare, il politico si presenta come tutore dei nostri interessi ma, per fare un esempio, è come se lo stesso politico decretasse “il numero massimo di frustate da somministrare ad uno schiavo” e nel far questo volesse il plauso pubblico per essere stato un paladino dei diritti dell’uomo. Ma espressamente, cosa dice questa legge? Semplicemente mette un limite alla quantità minima di denaro che i banchieri devono tenere in cassa. Questo cosa comporta per noi? Per noi cambia poco, anzi nulla. Se 100 persone versano €100 sarebbe legittimo aspettarsi che in qualsiasi momento TUTTI i 100 neocorrentisti possano ritirare i propri €100, no? Nella realtà, il banchiere, come detto all’inizio, considera uno spreco tutto quel denaro fermo nei suoi caveaux, e dal momento che conosce (statisticamente) quanto denaro viene ritirato in media dai correntisti, presta il resto, come fosse denaro suo. Se statisticamente solo il 10% viene “movimentato” (ritirato, speso, versato, spostato, ecc..) vuol dire che la banca ha 100 c/c con €100 ognuno, quindi €10.000 e di questi €10.000 solo €1.000 servono in contanti (in cassa) per le operazioni quotidiane (il 10% che dice la famosa statistica, ricordate?). Quindi €9.000 si possono prendere e usare (prestare) anche se non sono di proprietà della banca! Non dimenticate mai questo concetto. Ve lo immaginate il custode del parcheggio dove lasciate l’automobile mentre siete al lavoro che prende la vostra auto va in giro a caricarci della merce (anche illecita) senza dirvi nulla e senza corrispondervi nulla? Sì, è vero, la banca da un “interesse”, se “interesse” si può chiamare lo 0,0005% che danno oggi! Cosa cambia per il banchiere? Per il banchiere cambia molto perché più è bassa la percentuale da tenere in contanti più egli può prestare. Nel 1957 le banche erano tenute a tenere in riserva il 25% del deposito, nel 1970 erano scese al (circa) 15% e oggi solo il 2% (in alcuni casi lo 0%). Quindi oggi la banca può ricevere €10.000 e prestarne €9.800 (non suoi!) e questo grazie alla legge sulla “riserva obbligatoria o frazionaria”. Ma la truffa non finisce qui. Quei €9.800 prestati andranno prima o poi versati in un altro conto (magari della stessa banca o di altre banche ma poco cambia dato che il sistema bancario è un ”cartello”, come quello della droga). Nel nuovo c/c basterà tenere contanti per €196 (9.800x2%) e si potranno prestare i restanti €9.604 (9.800–196) e il ciclo continuerà sul nuovo conto corrente. Alla fine della fiera, partendo da €10.000, la banca potrà creare e prestare €500.000, ossia 50 volte di più e incamerare i relativi interessi. Tutto senza avere altro che i €10.000 reali iniziali (e che andavano solo custoditi!). Ora si capisce la potenza delle banche commerciali che possono creare denaro dal nulla (o meglio: moltiplicare quello dei correntisti) con la complicità dei politici corrotti, che danno legalità alla truffa. Voi pensate che per scoprire il trucco basterà andare in 100 allo sportello per riprendersi i €100, giusto? Sbagliato. Matematicamente basterebbe che i primi 3 clienti pretendessero indietro i propri soldi per far cadere il sistema, poiché con la riserva al 2% solo i primi due [del gruppo dei cento iniziali] troverebbero ancora qualcosina.. il terzo rimarrebbe con un pugno di mosche. E così il quarto e tutti gli altri.. purtroppo il sistema accorrerebbe in soccorso della banca in difficoltà e scenderebbe in campo la Banca Centrale in persona a stampare ciò che non è mai esistito (come accade in questi giorni alla Northern Rock Bank). Un giorno un tale sfamò un mucchio di persone con 5 pani e 2 pesci e in occasione di un pranzo di nozze dissetò tutti gli invitati mesciando vino da un otre semivuoto, ma questa è la vecchia religione. La nuova religione del Dio Denaro prevede una nuova figura: il banchiere di Caanan, che crea e moltiplica all’infinito denaro. E debito per noi popolino.

Postato da: walterpani a 22:23 | link | commenti (1)

Ragazzi conoscete il SIGNORAGGIO?

Ragazzi, io grazie ad un amico, ho scoperto il SIGNORAGGIO, meccanismo monetario che spiega tanto sulla situazione che viviamo oggi. E' una truffa di dimensioni esagerate e globali. Nessuno ne parla, gli organi ufficiali di informazione non ne parlano, e allora facciamolo noi...Informatevi, cambierà il vostro modo di vedere e interpretare le cose. Dopotutto "fatti non foste a vivere come bruti...", allora debrutizziamoci! Guardate qui: http://www.youtube.com/watch?v=Idql6gzDMQs cercate su youtube i video del prof. Giacinto Auriti. www.signoraggio.com www.signoraggio.org

Postato da: walterpani a 21:40 | link | commenti

martedì, 16 giugno 2009
Nuovo gruppo facebook!

letsDIFFONDIAMO QUESTO MESSAGGIO. ISCRIVIAMOCI NUMEROSI AL GRUPPO

Ridiamo dignità al mondo del calcio - Iscriviti subito e condividi!

Mentre il mondo soffre e milioni di persone vivono in povertà o addirittura muoiono a causa dell'assenza di elementi di base per la sopravvivenza quali acqua e cibo, il mondo del calcio dilapida ogni anno milioni di euro. Il mondo del calcio sta perdendola sua dignità. Noi amiamo il calcio e pensiamo che sia il caso che calciatori e clubs si siedano attorno a un tavolo e con responsabilità destinino importantissime risorse alla creazione di progetti per paesi in grosse difficoltà, salvando così tantissime vite. In questo modo il mondo del calcio assumerebbe una grossa responsabilità e riacquisterebbe dignità agli occhi del mondo.

While world is suffering and millions of people live in poverty or even die because the absence of basic elements like water and food, football world waste millions of euro every year. Football is loosing his dignity. We think that football players and the most important clubs should destine a big part of their salaries to very important projects for poor countries to save many lives. So football should have his dignity back.

Mientras el mundo està sufriendo por la crisis el mundo del futbol cada ano logra gastar milliones de euro. En el mundo milliones de personas viven en pobreza y mueren por la ausencia de elementos como agua y comida. Para nosotros el mundo del futbol està perdendo su dignidad. Nosotros que amamos el juego del futbol queremos que jugadores y clubs con reponsabilidad trabajen para realizar proyectos importantes con grandes sumas de dinero para paises que los necesitan. En este modo el mundo del futbol adquiere responsabilidad y dignidad.

Postato da: walterpani a 13:54 | link | commenti

giovedì, 11 giugno 2009
Commento alla lettera di don Farinella

Sottoscrivo pienamente le parole di don Farinella. Non conosco lui. Non conosco la sua storia. E non mi interessa in questo momento. Le parole hanno un significato, e tanto mi basta. Quel significato io condivido. Io sono un cristiano prima di tutto. Credo in Cristo. Poi sono un cattolico, frequento la Chiesa cattolica. Per quale motivo se parlo di Cristo e del suo messaggio fantastico, rivoluzionario, gratuito, devo sempre sentire critiche sulla Chiesa? Gesù merita di più. Io non mi rassegno. La Chiesa è fatta di uomini, gli uomini possono sbagliare, ce ne sono di più virtuosi e meno, ce ne sono di più colti e meno, ma la fede, quella la devono avere tutti i sacerdoti e qualora venisse meno dovrebbero dedicarsi ad altro nella vita ed evitare di infangare con il loro operato l'immagine della Chiesa. Invece cosa accade? Accade che ai nostri tempi le vie che conducono alle posizioni di potere quasi mai sono limpide e piane, spesso appaiono oscure e ricche di ostacoli, per superare i quali si diventa un pò più "elastici". In una società che ci bombarda con modelli, purtroppo anche politici e amministrativi, legati ai valori del potere, successo, immagine, sesso, violenza, abbiamo bisogno di una Chiesa diversa. Che differisca da tutto questo, e urli al mondo che tutto ciò NON E' in linea con il messaggio di Cristo ma anzi E' CONTRO il messaggio di Gesù. I cattolici che sono al governo, che si definiscono tali, non rappresentano noi, non rappresentano me, che per cattolico intendo tutt'altro. Intendo una tensione morale che permea la vita di tutti i giorni, che spinge ad utilizzare il Vangelo come guida per interpretare la realtà ed agire in essa in base ai suoi dettami. E questo non è facile, perchè non è facile vivere onestamente, perdonare chi ci fa del male, rispettare ed amare gli altri. Non è facile, ma un cristiano DEVE provare a farlo. Non è obbligatorio che ci riesca, ma lo è che ci provi. La Chiesa siamo tutti, noi battezzati. Va bene, e allora svegliamoci! Spogliamoci degli abiti lussuosi e dei linguaggi del potere. Urliamo al mondo quello che Cristo oggi, in tempi così duri, direbbe. E la Chiesa riacquisti la sua dignità di guida. Ne abbiamo bisogno. Molte delle persone che criticano il suo operato lo fanno a causa della delusione e dell'amarezza che troppe volte la Chiesa ha causato ai fedeli stessi. Mi rivolgo ai sacerdoti giovani. Cambiamo rotta. Parliamo di Gesù alla gente, facciamolo da un pulpito pulito, decoroso, ma semplice e umile.

Postato da: walterpani a 19:04 | link | commenti

La lettera di don Farinella al card. Bagnasco

SENZA LA PROFEZIA, RIMANE LA COMPLICITÀ Egregio sig. Cardinale, viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E’ il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città. Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato - o meglio non ha trattato - la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica. Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di «frequentare minorenni», dichiara che deve essere trattato «come un malato», lo descrive come il «drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio». Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell’omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull’inazione del suo governo e sulla sua pedofilia. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale. Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la «verità» che è la nuda «realtà». Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell’Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi «principi non negoziabili» e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono «per tutti», cioè per nessuno. Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all’integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi. Non date forse un’assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi «parlate per tutti»? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l’immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E’ forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l’attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l’8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell’inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo. I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra all’accusa di pedofilia, stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull’odio dell’avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con «modelli televisivi» ignobili, rissosi e immorali. Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l’altro 50% sotto l’influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d’interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa? Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita «dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale»? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall’eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l’etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant’Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché «anche l’imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa». Voi onorate un vitello d’oro. Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da «mammona iniquitatis», si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che - è il caso di dirlo - è un silenzio d’oro? Quando il vostro silenzio non regge l’evidenza dell’ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: «troncare, sopire ... sopire, troncare». Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? «Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo ... si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest’urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti... A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent’altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire» (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una «bagatella» per il cui perdono bastano «cinque Pater, Ave e Gloria»? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: «Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix» (La Stampa, 8-5-2009). Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l’integerrimo sant’Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell’imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: «Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro» (Ilario di Poitiers, Contro l’imperatore Costanzo 5). Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei «per interessi superiori», lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile. Lei ha parlato di «emergenza educativa» che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei «modelli negativi della tv». Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l’arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del «velinismo» o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull’altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l’Italia. Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all’Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: «Non licet»? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro «tacere» porta fortuna. In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti. Genova 31 maggio 2009 Paolo Farinella, prete * Don Paolo Farinella lauree in Teologia Biblica e Scienze Bibliche e Archeologiche. Ha studiato lingue orientali all’Università di Gerusalemme: ebraico, aramaico, greco. I suoi ultimi libri: ” Bibbia, parole, segreti, misteri ” e ” Ritorno all’antica Messa “, sempre editore Gabrielli - DOMANI ARCOIRIS

Postato da: walterpani a 18:25 | link | commenti

giovedì, 04 giugno 2009
Parigi 2-4 giugno 2009

gruppo Parigi 2009 Mi trovo davanti al computer a cercare di trasformare un'esperienza incredibile in parole. Non è facile. Devo scrivere e descrivere entusiasmo, amicizia, affetto, emozione, brividi, lacrime, fatica. E felicità. Non è facile ma ci provo. Il 2 giugno siamo partiti da Alghero con un volo diretto verso Parigi. I miei amici, mio fratello e mio cognato hanno accettato di festeggiare l'addio al celibato con me in una città bellissima. Neanche 48 ore da vivere intensamente insieme. E questo è venuto fuori. Non un viaggio, ma un'esperienza come mi ha scritto Paolo in un sms. Un'esperienza forte e intensa, che ha portato 8 ragazzi a condividere tanti stati d'animo differenti tra loro in pochissimo tempo. Si è dormito praticamente niente. Si è mangiato di fretta qua e là, ci siamo divertiti tantissimo in modo sano, siamo riusciti ad evadere dalla nostra routine, a discutere tra noi di sport, delle nostre vite, scambiandoci notizie, incoraggiamenti, esperienze, mentre ci spostavamo per Parigi. Sono riuscito a superare i miei limiti, dopo una prima notte impegnativa in cui si è ballato, riso, bevuto forse qualcosa in più, dopo aver dormito poche ore mi sono fatto una doccia e mi sono catapultato con voi per le vie di Parigi. Dopo un giorno quasi senza soste mi trovavo in grossa difficoltà al solo pensiero di non chiudermi in stanza a ronfare. Mi avete motivato tutti (anche Stefano che ha i ritmi simili ai miei ed era quindi in grande difficoltà), nessuno ha mostrato cedimenti nonostante la stanchezza. Paolo: “corri come un matto per 42 km e vuoi mollare per un'uscita?”, Davide: “sei a Parigi con i tuoi amici e non sei al massimo?”, Emanuele: “serate così non si ripresentano”, Stefano: “devi superare il primo impatto e poi è fatta”. Siamo ripartiti alla grande per un'altra serata intensissima. L'indomani mattina lo stress di un taxi che tardava e che rischiava di farci perdere il volo ci ha accompagnato sino al momento dell'imbarco sul volo per Olbia. Poi il volo e l'arrivo a casa, oggi 4 giugno 2009. Un fiume di immagini ed emozioni mi hanno travolto rivedendo le foto e ricordando i momenti di un'esperienza molto più bella di come per mesi l'avevo sognata. Vi ho chiesto di fare una cosa carina per me e Marianna davanti alla tour Eiffel. Abbiamo giocato con le foto e una piccola coreografia che avevo organizzato. Poi mi sono affacciato dalla terrazza del Trocadero che apre la vista al grande parco con le fontane sotto la tour Eiffel. In quel momento mi sono commosso, vi ho guardato e ve l'ho detto. “Questa si chiama felicità Pashà” mi dice Davide. Vi riguardo, do uno sguardo intorno. E' vero. In quel momento mi sono sentito felice. Molto. Provo ora che siamo appena rientrati una soddisfazione incredibile, una ricchezza che né le soddisfazioni lavorative o quelle sportive (maratone comprese) riescono a lasciarmi dentro. E' diverso, più intenso, unico. Sono sicuro che amicizie nuove sono nate e vecchi rapporti si sono consolidati. Paolo si è integrato a meraviglia, Daniele si è lasciato andare, sembrava una squadra perfetta e consolidata. Insomma ne è valsa la pena, abbiamo fatto una cosa giusta e una grande cosa. Ci siamo regalati un'esperienza umana che resterà per sempre. Vi ringrazio tutti, ma ringrazio anche Marianna, che ha assecondato da subito questo mio desiderio, dimostrandomi grande amore e fiducia. Ringrazio anche Giulia, Elisabetta, Benedetta, Gabriella, Roberta per non avere ostacolato voi. Ragazzi io con voi mi sono sentito a casa, in una città sconosciuta, con ritmi ed orari difficili da sostenere per come sono fatto, eppure mi sono sentito a casa. Ovunque e in qualsiasi momento.

Postato da: walterpani a 16:59 | link | commenti

domenica, 31 maggio 2009
FIRENZE MARATHON 2008

Alcune immagini dalla maratona di Firenze 2008.wal duomowal signoriawal finishanto runanto arrivo

Postato da: walterpani a 22:52 | link | commenti
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X TERRA TRAIL RUN 2009

xterra09Ieri 31 maggio 2009 ho partecipato alla mia prima X TERRA TRAIL RUN (video).
21 Km in uno scenario mozzafiato. Ho convinto mio padre a partecipare con me nonostante ultimamente si stesse allenando poco. ero al corrente che sarebbe stata una gara dura ma me l'aspettavo meno ostica.
La giornata era splendida e un sole ostinato mi ha impresso la sagoma della canotta da gara sulla pelle.
Avevo preso accordi per condividere il percorso con Ivo Collu, ma dopo un chilometro mi ero già reso conto che avrei dovuto affrontare il percorso con estremo rispetto e attenzione. Una salita infinita e ripida mi ha definitivamente chiarito le idee e mi sono assestato su un passo tranquillo deciso ad amministrare le forze. Non appena il percorso mi ha portato sulla spiaggia ho alzato gli occhiali sulla fronte per ammirare quello che secondo me è un vero paradiso. La sabbia finissima e bianca finiva sotto i miei piedi dove partiva una distesa azzurra scintillante sotto il sole caldo. I primi bagnanti affollavano la spiaggia di Cala Ginepro.
Si è corso tra spiaggia, rocce, terra, salite e discese ripide e impervie, ponticelli sospesi. xterrapapa
Nonostante la fatica mi ha colpito un ruscello verde smeraldo che noi abbiamo oltrepassato grazie ad un ponticello.
Ogni tanto pensavo a mio padre, 10 minuti dietro di me, e mi hciedevo se avessi fatto bene ad invitarlo, considerando quanto impegnativa fosse la gara.
Un fastidioso dolorino alla bocca dello stomaco ad un certo punto mi ha fatto pensare al ritiro. E' strana ogni volta la lotta tra la mente e il corpo, la mente cerca di insinuarti l'idea che mollare è la cosa migliore, ti dice che in fondo non sei costretto, ma la mia ostinazione mi ha portato a stringere i denti e superare le crisi. Io sono del parere che qualsiasi sia la gara il mio primo obiettivo è il traguardo, il secondo è il tempo. Non mi piace mollare solo perchè magari l'obiettivo cronometrico è sfumato. L'idea che quello sarebbe stato il mio primo ritiro mi ha spinto a scacciare decisamente l'idea, rallentare in alcuni momenti e avanzare deciso verso l'arrivo.
Che alla fine ho oltrepassato con tanta stanchezza e soddisfazione. Felice di aver corso insieme a tanta gente in gamba in uno scenario da favola nella nostra Sardegna.

xterra dal satellite

Postato da: walterpani a 21:39 | link | commenti
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martedì, 26 maggio 2009
La mia prima maratona, a Madrid. Con mio padre.

Maratona! Da quando ho iniziato a correre questa parola ha iniziato a trasmettermi vibrazioni che via via sono diventate per me un'attrazione irresistibile. Sapete che me la sono messa in testa da subito, e passando per una mezza ho voluto provarci. Volevo diventare un maratoneta, passare dalla parte di quelli che hanno corso per 42,195 km! Ed eccomi qui ora, con voi! Madrid una città splendida, una cornice fantastica per correre una gara così. Me la sono goduta la città, divertendomi e vedendo tante cose interessanti. Ma poi... Il sabato ho cominciato a respirare aria di festa al ritiro del pettorale. 0226_18676Organizzazione perfetta. All'interno di un padiglione fieristico tanti giovani sorridenti smaltivano le code velocemente. Il tutto avveniva in tre tappe: ritiro pettorale e chip, prova chip, consegna pacco gara. Dunque ho iniziato a pensare un pochino all'alta temperatura. Giravo tranquillamente in maniche corte sotto un sole rovente e in un clima estivo. La domenica mattina avevo la sveglia alle 07:30 ma in realtà dalle 05:30 in poi non ho più dormito. Tutto era pronto dalla sera prima: chip, abbigliamento tecnico con pettorale, tasca con integratori in gel. La mattina faceva fresco in piazza Cibeles. Gli aerei dell'aviazione spagnola passando ci salutavano con le loro strisciate gialle e rosse. Io ero in compagnia di mio padre, e qui devo aprire una parentesi. Mio padre atleta da sempre ( un ex calciatore della Torres), ancora oggi non sa rinunciare alle sue 2 o tre uscite di corsa a settimana più la partita del sabato. Spesso corriamo insieme parlando un pò di tutto. Per lui poter correre con i figli, con me e mio fratello (gioca a calcio in prima categoria) una cosa che apprezza tantissimo. E a volte quindi lo facciamo tutti insieme. L'ho iscritto alla maratona per farmi compagnia alla partenza e per partecipare ad una festa. Poi ha voluto fare dei medi da 15/16 km e un lungo da 21 km per arrivare almeno alla mezza. A tutti diceva: parto con mio figlio, andiamo a fare la maratona, allora io lo correggevo, vabbé tu partecipi, non l'hai preparata. A Madrid gli dico: vedi un pò, magari se ne hai voglia, camminando e correndo, provi ad andare più avanti possibile e chissà, magari fai l'impresa e ti porti via la medaglia. Sabato mi ha detto: io ci provo. A me il caldo esagerato ha messo un pò paura e piuttosto che rischiare ho preferito tenermi un pò più lento. Quindi siamo partiti insieme e al 21 gli ho detto: complimenti, hai raggiunto il tuo obiettivo! Ora però andiamo avanti, piano piano, sino al 30, lì faremo il punto della situazione. E così abbiamo fatto, tra le persone che ci incitavano continuamente. Fissa in mano la bottiglietta d'acqua che di tanto in tanto ci serviva per rinfrescarci, piano piano i km passavano. Io dicevo per convincere entrambi: al 30 il più è fatto, al 35 praticamente finita... Il 30 arrivato e io ho detto a mio padre: provo ad andare e guadagnare qualche minuto, tu continua così e ce la fai! Da quel momento siamo rimasti soli, e altro che gara finita, era appena iniziata. Pensavo "12 km non sono niente", e poi quando si soffriva ancora di più "5 km non sono niente", eppure sembravano lunghissimi, per darmi forza pensavo a quando al 25 dentro il parco della Casa del Campo avevo visto un limite di velocità che indicava 40 e in quel momento avevo desiderato tantissimo che quel 40 fossero km trascorsi. madridE mi dicevo stringendo i denti: ora ci sei vicino, quando vedi il 35 è finita, quando vedi il 40 è finita. Un uomo mi dice agitando i pugni chiusi VENGA PELEANDO, VENGA PELEANDO(forza, lottando) e così faccio. In quel momento quando dal 35 al 40 era quasi tutta salita, sotto il sole ho giocato l'asso. Ho pensato ai vostri messaggi, a tutti. E mi ripetevo quello di Luigi Mundula: NEL MOMENTO PIU' DURO SAREMO TUTTI CON TE. E come un pazzo immaginavo tutti gli amici del MAM e del Curri chi si magna che mi stavano vicino incoraggiandomi e correndo con me. Lo immaginavo realmente nei dettagli! Vedevo tutte le facce! E così sono andato avanti fino al 42 km, con la gente che mi urlava. Sono riuscito ad alzare le braccia al cielo e ridere quando a cento metri dal traguardo ho visto la mia ragazza, mia madre e i miei amici che erano la ad aspettarmi sorridenti e appena mi sono fermato mi sono sorpreso a piangere! Mio padre? Sinceramente, vedendo quanto è stata dura per me, pensavo che avesse mollato e non vedendolo arrivare dopo una mezzora cominciavo a preoccuparmi. Mi sono avvicinato al ritiro medaglie e lì c'erano i miei ad aspettarmi. La prima domanda che ho fatto: dov'è papà? Me lo indicano, mi stava cercando anche lui. Ci siamo abbracciati piangendo come bambini, era arrivato solo 12 minuti dopo di me! Mi ha detto: "non è possibile", gli ho risposto "tu non ti rendi conto di quello che hai fatto oggi"! Amici, ho voluto condividere con voi questa bellissima esperienza, vi ringrazio tutti per avermi sostenuto. Al Signore avevo chiesto di regalarmi questa gioia e l'ha fatto. La gioia doppia perchè sono riuscito a vivere un'esperienza simile con mio padre. Ah...dimenticavo abbiamo finito in 4:31 e 4:42. Qualcuno ci chiamerà tapascioni...ma noi in realtà non potremo mai dimenticare la gente di Madrid che facendoci sentire i brividi agli ultimi km ci urlava: SOIS CAMPEONES !!!
Iniziate a correre!

Postato da: walterpani a 18:03 | link | commenti
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